La disposizione dei banchi nella classe influenza l’apprendimento

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Disporre in modo funzionale i banchi in un’aula scolastica è un compito molto delicato e difficile.

I banchi devono seguire le esigenze di insegnante e alunni. Se sapremo disporli in modo corretto, potremo avere dei benefici sull’apprendimento, sul comportamento degli alunni e sulla capacità di collaborare fra di loro.

Ma ci sono tanti fattori che ci ostacolano, talvolta.

  • Ci sono tanti insegnanti che lavorano in una stessa aula, e ognuno di loro vuole una sistemazione differente.
  • L’aula è troppo piccola e qualunque sistemazione “alternativa” alle classiche file mette a rischio le procedure di evacuazione.
  • C’è una scarsa comunicazione fra il personale scolastico (altri insegnanti, ausiliari, ecc.) e ogni giorno durante le pulizie i banchi vengono spostati.

Come fare?

Innanzitutto, parliamo!

Parliamo con i colleghi, parliamo con i collaboratori scolastici, parliamo con il dirigente. Assicuriamoci che la sicurezza venga rispettata, prima di tutto. Poi cerchiamo di spiegare le motivazioni della sistemazione dei banchi e cerchiamo la collaborazione del personale scolastico che lavora con noi.

Quali sono le sistemazioni migliori?

Non c’è una disposizione migliore di altre, tutto dipende da cosa dobbiamo fare. Insegniamo ai bambini fin da subito a spostare i banchi senza fare rumore (sollevandoli a coppie, mettendo dei feltrini o delle vecchie palline da tennis sotto alle gambe dei tavoli) e chiediamo dunque la loro collaborazione.

La cattedra

Partiamo dalla cattedra, ovvero l’insegnante. Ormai sappiamo tutti che l’immagine dell’insegnante dietro alla cattedra è superata (giusto?!). Un buon insegnante sa impostare il lavoro (cooperativo, possibilmente) e “dirige” dal basso, muovendosi tra gli allievi. Ne consegue che la cattedra al centro dell’aula non servirà a molto, e che fra i banchi dev’esserci abbastanza spazio per girare.

La disposizione con cattedra centrale e file di banchi unite è decisamente superata (siamo d’accordo, vero?! 😀 ).

passerelle
Passerelle

Con le passerelle

Questa è una disposizione che vede la cattedra spostata lateralmente e lascia spazio all’insegnante per passeggiare agevolmente fra i banchi.

isole
ISOLE

Le isole

L’apprendimento cooperativo (cooperative learning) sta sempre più entrando a far parte della didattica italiana e, con esso, la disposizione dei banchi a “isole”, cioè raggruppamenti di 3 o 4 banchi, sparsi per l’aula.

Questa disposizione non va bene per chi fa copiare molto dalla lavagna, perché – in questo caso – la lavagna serve solo come supporto occasionale e non è indispensabile per le attività. Infatti, nelle isole c’è sempre un bambino che è di schiena – o comunque laterale – rispetto alla lavagna (e questo potrebbe causargli disagi, perciò ruotate almeno ogni settimana i posti nelle isole e da un’isola all’altra, se la usate come disposizione abituale). Inoltre, per questo tipo di sistemazione servono aule grandi, altrimenti – oltre alle quattro isole – gli spazi risulteranno affollati. Ricordatevi, infine, di far sistemare gli zaini in fila lungo una parete inutilizzata, altrimenti saranno d’intralcio.

ferro cavallo e semicerchio
Ferro cavallo e semicerchio in un’unica aula. Si possono anche sistemare singolarmente.

A ferro di cavallo o semicerchio

Questa disposizione permette a tutti i componenti della classe di vedersi in faccia e può essere utilizzata per i dibattiti. Rimette la cattedra al centro (per i nostalgici!), perché è l’insegnante che dirige il dibattito. Non va bene per i lavori sul quaderno (perché una fila di alunni avrà la luce naturale a sfavore) e nemmeno per le copiature dalla lavagna (stesso problema di visione laterale che si presentava con le isole).

Assegnare i posti

Secondo Fred Jones, esperto di gestione delle classi e autore di “Tools for Teaching”, è fondamentale assegnare i posti a sedere, per mantenere l’autorità e scegliere il meglio per gli alunni. Non tutti sono d’accordo con questa affermazione, tuttavia – è risaputo – se lasciamo troppa libertà, ci ritroveremo spesso con le coppie di “migliori amici” che chiacchierano… Quindi io sono d’accordo con lui. Questo ci permette anche di formare delle coppie in cui uno studente fa da tutor ad un altro o gruppi in cui sono presenti allievi con diverse competenze che possono bene integrarsi. Ci sarà sempre l’occasione per dare la libertà di scegliere il compagno di lavoro durante qualche attività più ricreativa.

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