I metodi di studio

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In terza si sente spesso parlare di “studio”. «Eh, bisogna cominciare a studiare!». Come se fino a quel momento i giovani studenti avessero perso tempo…! 😀

In realtà lo studio è un’attività che compiono sin da piccolissimi: comprendere e ricordare un concetto, “applicarsi con metodico impegno per apprendere una disciplina o un argomento” – recita il dizionario, o ancora “indagare, analizzare qualcosa; osservare attentamente“.

Dunque, è chiaro che per “studiare” servono: metodo, impegno e attenzione.

Concentriamoci sui metodi con cui si può studiare (comprendere, ricordare, collegare concetti).

I metodi di studio non sono innati, vanno insegnati e sperimentati insieme (insegnante e alunni), prima in classe, poi a casa.

metodostudio

Ci sono diversi metodi per ricordare un concetto.

  • Innanzitutto occorre leggere con calma una piccola porzione di testo e capire tutte le parole. Qui è importante porre all’alunno le domande che gli fanno capire se ci sono parti di testo a lui non totalmente comprensibili (in questo modo noi – insegnanti, genitori – possiamo spiegare con altre parole il concetto).
    In questo passaggio interviene in modo preponderante l’abilità di lettura. Se l’alunno non è ancora completamente padrone della tecnica di lettura (sospetta dislessia, disturbi dell’attenzione, o – come probabile in molti casi – semplice “inesperienza”), un trucco utile può essere quello di registrare la sua voce (ci sono tantissime app gratuite scaricabili nei cellulari, o il semplice “registratore vocale” di windows, presente in ogni computer!) e fargliela riascoltare in seguito (più volte). Oppure, si può leggere ad alta voce per lui.
  • Noi tutti abbiamo un diverso modo di apprendere (e quindi di studiare): per citare Gardner potremo dire che ognuno di noi ha un certo tipo di intelligenza (logico-matimatica, linguistica, spaziale, ecc…). La conseguenza diretta è che il modo in cui apprende un bambino è differente dal modo in cui apprende un altro bambino (e l’insegnante, e il genitore, …). Quindi dobbiamo trovare il “canale” favorito e sfruttarlo per insegnare a studiare. E perchè non provare con il disegno? Da piccoli questo è stato il canale espressivo più incoraggiato dalla scuola dell’infanzia. Ora è il momento di ridare spazio alla creatività e allo “schizzo” per memorizzare. Non necessariamente dovranno essere disegni concreti, si può lasciare la libertà di tracciare disegni astratti (come è tanto in voga fare durante gli ascolti musicali!). L’importante è che quel disegno abbia un significato per il bambino e che lo aiuti a riportare alla memoria un concetto.
  • Lo studio delle materie scolastiche passa attraverso la memorizzazione di “parole chiave“, cioè termini che si usano in determinati contesti e che sono legati a certe discipline. Perchè non abituare gli alunni a riconoscere autonomamente queste parole chiave e a organizzarle in una mappa concettuale, collegandole fra di loro o con altre parole secondo senso logico?
  • La ripetizione ad alta voce è il momento della verità! Seguendo uno schema (cartaceo o mentale) l’alunno spiega (all’insegnante, al compagno, al genitore, al gatto…) con parole sue quello che ha imparato. Meglio se, inizialmente, gli viene fornito un elenco di…
  • domande guida, per imparare ad impostare il discorso in ordine logico. In seguito si potrà chiedere all’alunno stesso di produrre una serie di domande su un testo. Questo esercizio “al contrario” è molto utile per potenziare le capacità di individuare la suddivisione dei paragrafi di un testo e imparare a riconoscere i concetti chiave in esso contenuti.

Questi punti ripercorrono velocemente solo alcuni dei metodi che si possono utilizzare. In classe è bene sperimentarne il maggior numero possibile, nelle situazioni più varie (a coppie, a gruppi, individualmente, con guida dell’insegnante…). Inoltre, in questo articolo ci si riferisce allo studio di materiale scritto (testi), ma sappiamo bene che si può studiare anche un video, un dipinto, un brano… I metodi cambieranno in base all’oggetto di studio, al soggetto che studia e alle condizioni ambientali in cui si trova (a scuola, a casa, in biblioteca, ecc…).

Per approfondire: L’Educatore – metodo di studio e strategie di apprendimento

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